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Calvizie: cause e trattamenti
Cosa accade nel nostro organismo quando si iniziano a perdere i capelli? E quali sono le cause?
A parte motivi esterni legati a stress, cattiva alimentazione, terapie post operatorie, le cause vanno ricercate nel DNA ereditato dai genitori. Il fenomeno prende il nome di calvizie androgenetica e la sua forma più aggressiva può colpire molto presto, gli uomini a partire dai 18 anni di età e le donne a partire da 35.
Per l'uomo, il meccanismo si innesta quando l'ormone testosterone entra nella cellula del follicolo e viene colpito da un enzima, trasformandosi in diidrotestosterone dall'unione con l'idrogeno.
Per la donna invece sembra che l'ormone che causa la caduta dei capelli sia il DHEA.
In entrambi i casi gli ormoni, reagendo con particolari proteine (recettori), penetrano il nucleo, inibendo così la capacità del follicolo di dare vita a capelli sani.
Seguendo lo schema di Hamilton, che ha studiato il fenomeno, la calvizie androgenetica provoca un diradamento a stadi, che inizia dalle tempie e si estende via via fino a interessare tutta la zona superiore del capo.
Nelle donne, potrebbe riguardare anche la parte della nuca, che invece nell'uomo non viene toccata dalla calvizie.
La calvizie nelle donne è molto meno comune, ma proprio perchè potrebbe interessare tutta la testa, non sempre si può ricorrere all'autotrapianto per risolvere il problema.
Nell'uomo, invece, la parte della nuca non viene mai attaccata, e diviene fonte preziosa di follicoli che, una volta trapiantati, possono dar vita a capelli sani e forti.
E' sempre opportuno comunque rivolgersi a professionisti specializzati, che effettuano analisi preliminari e stabiliscono l'intervento più adeguato.
Generalmente, il trattamento di trapianto viene eseguito in anestesia locale e può richiedere da un minimo di due sedute fino a un arco di 6 mesi, a seconda della gravità. I capelli trapiantati iniziano a crescere dopo 14/16 settimane e in circa 6 mesi si ottiene un effetto estetico del tutto naturale.


